Honderű, Babele o Pestbuda? Come Budapest ottenne il suo nome

Quando il 17 novembre 1873 Buda, Pest e Óbuda si unirono, la scelta del nome della nuova metropoli era tutt'altro che scontata. Sebbene la denominazione Pest-Buda (o Pestbuda) fosse in uso comune fin dai primi anni del 1800 – Pest era la più importante sul piano economico, mentre Buda predominava su quello storico e amministrativo –, l'ordine dei due nomi generò accese discussioni.

La voce più influente fu quella del conte István Széchenyi, che già nel 1831, nella sua opera Világ («Luce»), si scagliò con veemenza contro la denominazione Pest-Buda. A suo giudizio «Pestbuda» non suonava abbastanza elegante ed era anche grammaticalmente poco felice. Egli stesso propose un'alternativa sorprendente: il nome Honderű (dall'unione delle parole ungheresi «hon», patria, e «derű», serenità). Ciò però divenne presto oggetto di scherno: all'epoca il francese era la lingua della diplomazia e, pronunciato alla francese («honte des rues»), significava all'incirca «la vergogna delle strade».
Sulla stampa e nei dibattiti intellettuali dell'epoca emersero alternative a dir poco sbalorditive: c'era chi proponeva Etelvár, Hunvár, Babele o addirittura Ikervár come nome della nuova capitale.
A decidere furono infine la praticità e l'eufonia. Su proposta di Széchenyi cominciò a diffondersi la forma Budapest. Da un lato perché, al posto dell'accumulo di consonanti di «Pestbuda», «Budapest» si pronuncia in modo assai più melodioso in ungherese. Dall'altro, la priorità storica di Buda – antica capitale del Paese e sede reale – giustificava la sua collocazione al primo posto, mentre Pest, nuovo motore economico del Paese, passava al secondo.
Il nome storico e l'eredità della fiera capitale unificata riecheggiano anche nell'esclusiva collezione Budapest, basata sull'inconfondibile motivo del leone, già disponibile nell'offerta dei negozi di articoli da regalo Citadella e Szabadság.

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